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Maria Lai alla Biennale di Venezia 2017

 

 

 

Tonino Casula

LEGARSI ALLA MONTAGNA, ULASSAI, 1981

 

 

INVENTATA DA UN DIO DISTRATTO

di Marilisa Piga e Nicoletta Nesler

Attraverso la sua voce narrante e visionaria il film accoglie e apprende fiabe e leggende autoctone o cosmiche che sarebbero indicibili se lei non fosse stata inventata da un dio distratto.

Selezionato al 6° Festival Internazionale di film sull’Arte di Napoli, Artecinema.

Il film ha vinto il 1° premio al Concorso Internazionale di Cinema Indipendente delle Donne nel 2007.

 

 

 

LEGARSI ALLA CITTA’. OMAGGIO A MARIA LAI

Durante la serata si rievocherà il progetto “Legarsi alla Montagna” che Maria Lai, artista di fama e levatura internazionale recentemente scomparsa, muovendo da una antica storia popolare realizzò nel 1981 ad Ulassai, piccolo centro della Sardegna adagiato ai piedi delle montagne Ogliastrine.

Nastri azzurri, annodati uno ad uno dagli abitanti, avevano allora legato insieme le case del paese e queste alla montagna sovrastante, svelando le tessiture dei rapporti sociali e umani. Con lo scopo di sottolineare i legami profondi che uniscono le istituzioni tra loro, e queste alla città, sabato 26 ottobre, a partire dalle ore 20.00, lungo via della Stamperia, tra Palazzo Carpegna, sede dell’Accademia Nazionale di San Luca, e il Palazzo della Calcografia Nazionale, sede dell’Istituto Nazionale per la Grafica, verranno legati nastri, come segno di relazione e di condivisione di intenti.

Questa parte di città, e, in particolare, il tratto di strada adiacente alla Fontana di Trevi, per una notte tornerà così a dare voce a quella armonia di presenze, artistiche, culturali e architettoniche, che ne fanno indubbiamente un episodio unico e prezioso.
Voce Ille Strazza. Violino Antonio Salvatore
26 ottobre 2013

 

 

 

“SUL FILO DEL DISCORSO”  – Maria Lai, Gianni Polinas

Nelle immagini Maria Lai è ripresa con alcuni amici in occasione del suo 92° compleanno, alcune foto ripercorrono la genesi della sua ultima opera, “Orme di leggi”, vincitrice del premio Camera dei Deputati per il 150° dell’Unità d’Italia, dal 2011 collocata nell’Aula dei Gruppi Parlamentari di Palazzo Montecitorio a Roma.

Il titolo racchiude il senso del lavoro, “orme” come tracce di un percorso che dalla storia arriva all’attualità aprendosi al futuro che avanza. Pagine di tessuto con scritte illeggibili realizzate col filo, poi cucite su una tela di 352 per 186 cm. I fogli neri ai bordi dell’opera, i grovigli di fili, rimandano ai passaggi oscuri che hanno portato all’Unità d’Italia, forse anche alle comunicazioni segrete della “Carboneria”, i cui adepti aspiravano alla libertà politica e ad un governo costituzionale, tra i loro simboli anche un gomitolo a rappresentare lo spirito di solidarietà tra i membri del gruppo. Poi le pagine, alcune sgualcite, altre macchiate, posizionate senza un criterio apparente, trovano un ordine, si strutturano in un testo, forse la nostra Costituzione.

Nell’opera tuttavia non c’è un punto di riferimento preciso, come se fosse incompiuta e in continua trasformazione, gli stessi colori della Bandiera sono rappresentati da semplici nastri verdi e rossi lasciati liberi. Anche qui solo tracce, quanto basta per rimandare al simbolo, come ad ammonire che c’è tempo ne spazio per la retorica.

Ma oltre non è giusto spingersi, perché, come ricorda Maria Sofia Pisu, nipote, ma soprattutto importante testimone del percorso dell’artista: ” Maria non amava spiegare, lasciava agli altri il compito di attribuire significati alle sue opere, di leggervi, col tempo, aspetti sempre nuovi. Lei nel creare seguiva equilibri, ritmi di pieni e di vuoti, di linee e volumi. Nelle sue stanze silenziose sembrava assorta nei suoi giochi mentre misteriose antenne captavano ciò che le succedeva intorno trasformando l’armonia in messaggio. Se da una finestra dimenticata aperta una folata di vento scompigliava le pagine di stoffa sulla tela, ripartiva da quel segno, trovandolo significante. Quando, nel 1993, Maria lavorava alla “Scarpata”, l’intervento di land-art nella montagna di Ulassai, durante la notte, alcuni elementi di pietra e acciaio che la componevano, pronti per essere saldati alla terra, erano rotolati per un tratto, scomponendo l’opera. Maria aveva osservato con molta calma la nuova disposizione leggendovi “quel ritmo” che cercava – la montagna ha parlato! – disse chiedendo ai suoi collaboratori di salvare quel nuovo ordine”.

Maria diceva: ” il mio ruolo è quello di cercare i segni che ancora non hanno un senso, è più che altro un gioco, ma ha i suoi rischi. Gioco con i fili, ma i miei fili contengono elettricità, provocano scariche, bruciature, illuminazioni momentanee”. Riguardo i premi di sicuro non li ha mai cercati con ostinazione, “gli artisti vanno rispettati”, affermava categorica.

 

 

 

 

La Dr.ssa Cristina Pittau racconta la vita e le opere di Maria Lai esposte all’Antico Palazzo di Città per la mostra “Ricucire il Mondo”

Geografia di Maria Lai (Video)

“Autobiografia” di Maria Lai (Video)

 

 

 

MARIA LAI – “IL BISOGNO DELL’ARTE, PER ILLUMINARE IL BUIO DEL MONDO”

Di Ciriaco Lo Conte

 

 

 

“SU BARCA DI CARTA M’IMBARCO”

Atelier sul mare, Messina 1993

 

 

 

La Dr.ssa Maura Picciau parla della mostra “Off loom” al MAT  di Roma.

 

 

 

Estratto del documentario “Lunàdigas” di Marilisa Piga e Nicoletta Nesler

(Video)

 

 

 

Il museo all’aperto di Maria Lai a Ulassai

Gli interventi ambientali più importanti di Maria Lai nel suo paese natio in un video di Sergio Podda.

 

 

 

Trame di sogni – Maria Lai

Video di Daniela Zedda

 

 

 

Sospesa tra cielo e terra – tra dialogo e racconto Maria Lai

Video di Barbara Della Polla e Ennio Guerrato, prodotto dalla Società Italiana delle Letterate e dalla Cooperativa sociale Cassiopea di Trieste.

 

 

 

Maria Lai in “Parole dei poeti”

Di Emanuela Cau

 

 

 

Ulassai: Stazione dell’Arte and Open air Museum Maria Lai

 

 

 

“La fiaba della capretta”, disegni di Maria Lai per la Cooperativa Su Marmuri (Video)

 

 

 

L’altra metà dell’arte. Un percorso al femminile nella Collezione del Macro di Roma (Video)

 

 

Mostra “Essere è tessere – 100 fili d’artista dalla collezione Canclini”

Fondazione stelline di Milano  –  17 dicembre 2015 – 14 febbraio 2016