Tributo a Maria Lai

L’Archivio Maria Lai ringrazia tutti gli artisti, i fotografi e lo storico dell’arte Marco Peri per aver contribuito al ricordo di Maria Lai. Un ringraziamento anche a Daniela Zedda e alla Coop. Tessile Su Marmuri che con il loro lavoro quotidiano portano lontano il filo che lega ancora oggi queste donne a Maria.

“..giocavo con grande serietà e ad un certo punto i miei giochi li hanno chiamati arte..”

Maria Lai

Photo by Daniele Brotzu (danielebrotzu@gmail.com) & Francesco Brotzu (francescobrotzu@gmail.com) Artists: Gibbo1, Matz, Tarma, Idea, Jilose, Iatus, Nero, Hadmar, Giangluca Gelsomino, Paul, Grim.
Photo by Daniele Brotzu & Francesco Brotzu 
Artists: Gibbo1, Matz, Tarma, Idea, Jilose, Iatus, Nero, Hadmar, Giangluca Gelsomino, Paul, Grim.

A Cagliari un collettivo di artisti ha appena terminato un’opera di grande impatto all’interno degli spazi sportivi del CUS.

L’enorme murale di 35 metri di lunghezza per 5 di altezza è dedicato a Maria Lai e sviluppa un intreccio visivo ricco di riferimenti per rendere omaggio all’artista di Ulassai.

La realizzazione è caratterizzata da un forte spirito di gruppo, l’impresa collettiva ha visto impegnati per diverse settimane le crew: Sardos Frades Crew, Undici Sei Squad, Neo-Ink.

Attraverso molteplici impulsi, gli artisti accostano stili e tecniche eterogenei, dai graffiti firmati da Gibbo, Matz, Tarma, Idea, Jilose, Iatus e Nero, allo scenario di sfondo dipinto da Grim, Gianluca Gelsomino, Hadmar e Paul.

La sintesi è un’opera corale, in cui prevale la volontà comune di fondere le caratteristiche espressive individuali intorno ad alcuni puntuali riferimenti a Maria Lai e alla sua poetica.

Il dipinto è scandito su due piani, in grande rilievo i graffiti tridimensionali con le firme degli autori si staccano sui contorni lineari del paesaggio ogliastrino. La scelta cromatica rimanda essenzialmente a toni rigorosi tratti dalle opere dell’artista.

Nei lati spiccano due figure di pastori, la loro fisionomia è ispirata dalle opere pittoriche degli anni ’60. Sono intenti a trattenere i fili che legano tutta la composizione e richiamano l’azione partecipativa “Legarsi alla montagna” del 1981, rievocando così la dimensione collettiva e sociale dell’opera di Maria Lai.

Nella parte superiore c’è un intenso ritratto di Maria Lai, le sue mani operose incrociano i fili e abbracciano idealmente l’intera composizione. Il suo viso, entrato ormai a far parte della memoria collettiva attraverso una celebre fotografia di Daniela Zedda, è accostato alla rappresentazione del profilo del paesaggio. Si riconosce l’inconfondibile forma dei tacchi d’ogliastra popolato di caprette, raffigurate secondo lo schema bidimensionale tipico delle tessiture della cooperativa Su Marmuri.

Ogni elemento del murale appare legato all’altro, dai graffitti della base agli elementi del paesaggio sovrastante in cui si staglia bianchissima la luna piena.

La rielaborazione stilistica che il collettivo d’artisti sviluppa intorno alla figura di Maria Lai crea un intreccio narrativo ricchissimo, che sottolinea, ancora una volta, l’eredità culturale che il carisma dell’artista ha lasciato nelle nuove generazioni.

..A Maria Lai..

Credits:

Gibbo, Matz, Tarma, Idea, Jilose, Iatus, Nero, Hadmar, Gianluca Gelsomino, Paul01 e Grim.

Foto di Francesco e Daniele Brotzu, testo di Marco Peri.