In ricordo di Maria Lai

A Maria Lai

Ho avuto bisogno di tempo
molto tempo
prima di riuscire a scriverti
– tempo per saggiare l’altezza
da cui ancora ci osservi
quegli orizzonti inesplorati
dove sorridevi allo sgomento
tu, come una rondine
avvezza alla vertigine
per cui lo spazio era alimento
àmbito di giochi alchemici
con la materia e il senso.
Ci sei stata maestra
dal silenzio
il tuo silenzio di costellazioni
e pietre
e fili fitti
da cui ordivi incanti austeri
con una tenace fedeltà all’asciutto
alla dignità del nero
al fervore del bianco
da dove i segni crescono
col vigore del virgulto
gesto intatto e limpido
perfino nei nodi
arborescenza del pensiero
nel farsi della forma.
E tutto si riassume nel tuo sguardo
ascoltatore
ampissimo
rapace di dolcezze
sguardo di solitudini e pasture
tesoro di crinali
velluto e pane che fermenta.
Sta qui la tua lezione e la forza
il magistero di concentrazione
che ci lasci
il ricordo di un ardire
di ali spiegate
tu, piccola rondine
palpitante e fragile
nell’infinito
invincibile.

Stefano Puddu Crespellani

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“Le opere di Maria Lai guardate con l’occhio destro, sono cose fatte di stracci ferro e pietre. Guardate con l’occhio sinistro, sono elfi e alberi e giocattoli celesti. Guardate con tutti e due sono sculture d’arte, e piacciono moltissimo ai bambini. E se a Maria chiedete se per caso è una jana, vedete come le ridono gli occhi. Tutti e due.”
Bruno Tognolini

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“Maria è stata un’artista totale, non si è mai fermata, ha sempre cercato il limite per poterlo superare.”
Cristiana Collu

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“..non si può ingannare chi sa ascoltare e Ascoltare era l’arte di Maria Lai: ascoltare la roccia, la terra, la parete, la tela..”
Marcello Fois

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“Con Maria Lai la Sardegna e la comunità artistica internazionale perdono una delle figure più luminose e una delle intelligenze più originali”
Caterina Pes

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“Altri tengono e terranno a lungo stretto in mano il capo del filo lungo tessuto e cucito da Maria Lai. E anch’io, Maria, il capo del filo te lo terrò fin che campo, perché non l’ho mai lasciato da quando tu l’avevi appena dipanato per imbastire e poi cucire il mondo.”
Giulio Angioni

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“Lei mi ha insegnato che le montagne non sono così terribili. Ci sono precipizi, ci sono i lupi, lo diceva lei che era una capra, però ci sono anche le nuvole. Lei continuerà a giocarci come se fosse una piccola fata. Diceva che le jane ci hanno insegnato a tessere. Lei ci ha insegnato a tessere i sogni.”
Antonio Marras

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“È scivolata via con tutta la sua leggerezza. Addormentandosi lieve, portando via con sè quella straordinaria creatività infantile vissuta sempre al cento per cento. Continuerà ancora a giocare con le stelle e noi continueremo a vivere le emozioni che ci ha regalato con le sue tele, le stoffe, i fili, le sue opere d’arte.”
Pinuccio Sciola

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